La sicurezza è una cosa seria, che deve coinvolgere tante istituzioni e che non può essere delegata ai soli comuni. In questo però lo Stato centrale è clamorosamente carente, come dimostrano l’assenza di uomini e mezzi e la totale incertezza della pena. Nel nostro mandato amministrativo alla guida di Treviglio non abbiamo però passato il tempo a lamentarci e a giocare allo scaricabarile, ma abbiamo agito. E abbiamo fatto anche molto, convinti che ai cittadini vadano comunque date delle risposte e che il Comune, nel limite delle sue competenze, possa e debba fare soprattutto prevenzione.
Abbiamo creato l’unità cinofila e addestrato il cane antidroga; abbiamo dotato la Polizia Locale di un lettore per le targhe che individua auto sospette, segnalate, non assicurate o rubate; abbiamo acquistato la bici-esca per contrastare il fenomeno dei furti di biciclette; abbiamo condiviso la mobilitazione per confermare la presenza in città del Commissariato e scelto di mantenere e sostenere gli uffici e i servizi del Giudice di pace; abbiamo potenziato e incrementato il sistema di videosorveglianza (con oltre 110 telecamere) estendendolo anche ai privati e abbiamo illuminato molte zone della città, dalla circonvallazione interna ai parchi pubblici (ricordate come era buia Treviglio nel 2010?). Abbiamo anche smantellato un campo nomadi in via sant’Eutropio e contrastato l’accattonaggio molesto. Inoltre con le forze dell’ordine c’è sempre stato un grande rapporto di collaborazione e di rispetto dei ruoli, oltre che di gratitudine.
In attesa (vana?) che lo Stato dia finalmente risposte concrete, siamo consapevoli che si debba e si possa comunque fare ancora di più. Ma va dato atto che nel mandato 2011-2015 abbiamo fatto molto, recuperando tanto tempo perso in passato e mettendo basi solide per una Treviglio sempre più sicura, anche grazie alle proposte che illustreremo nella serata di giovedi 17 marzo quando presenteremo al Teatro Nuovo Treviglio le linee guida del programma elettorale per il mandato 2016-2021 #avantitutta